La magia batte gli incubi

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Incubi e brutti sogni turbano spesso il sonno dei nostri piccoli.

Soprattutto a partire dai 2/3 anni è frequente che i bambini si sveglino nel cuore della notte urlando e piangendo e che facciano fatica a riaddormentarsi.

Ciò accade perché con lo sviluppo del linguaggio i bambini si inoltrano sempre più nel mondo dei pensieri e della memoria e, durante la notte, questi possono diventare spaventosi e trasformarsi in vere paure che ai piccoli sembrano reali. Inoltre, per i bambini i pensieri sono veri: se possono pensare qualcosa, allora significa che esiste e la loro immaginazione produce mostri funzionali al superamento delle naturali paure legate all’età. Mostri che, però, durante la notte è più difficile affrontare da soli!

Se gli incubi sono molto frequenti, possono essere legati a cambiamenti grandi o piccoli nella vita dei bambini – ingresso al nido o alla materna, nascita di un fratellino – e durante la notte i piccoli rivivono la situazione che procura in loro preoccupazione.

Calmare e rassicurare un bambino in preda a un incubo non è certo semplice, ma è possibile alleviare le paure del piccolo con alcuni accorgimenti:

- facciamo sentire la nostra presenza al bambino. Mettiamoci accanto a lui, accarezziamolo, abbracciamolo e consoliamolo: questo è fondamentale. Per sconfiggere la paura e tranquillizzarsi, il piccolo ha bisogno prima di tutto di sentire fisicamente che la mamma o il papà gli sono accanto.

- accogliamo il suo pianto e lasciamolo sfogare. Pazientiamo qualche minuto senza cercare di farlo smettere di piangere: il bambino ha bisogno di manifestare e sfogare la paura che ha provato prima di potersi sentire nuovamente al sicuro. Invece di consolarlo dicendogli di non piangere, proviamo a dirgli “Lo so, tesoro, ti capisco…”.

- rimaniamo con lui finché non si tranquillizza. Accendiamo la luce, parliamogli con un tono calmo e sereno senza fare riferimento all’incubo; un semplice “sono qui” lo aiuterà ad allontanare dai pensieri il brutto sogno. Se fatica a tranquillizzarsi, proviamo a distrarlo con una fiaba che conosce e che gli piace e che, per questo, è per lui rassicurante.

- sconfiggiamo il suo incubo. Evitiamo di minimizzare il brutto sogno dicendo al bambino che non era vero: per lui è REALE e ci vorranno molti anni prima che capisca veramente il significato della frase “Era solo un sogno”.

Proviamo piuttosto a pronunciare una formula magica per sconfiggerlo per sempre, catturiamolo e buttiamolo fuori dalla finestra, diciamogli che il suo pupazzo preferito lo proteggerà mentre dorme, costruiamo con lui uno scaccia-incubi da appendere alla finestra.

Raccontiamogli che anche noi quando eravamo piccoli facevamo brutti sogni e che, grazie a un braccialetto magico, non li abbiamo più fatti. Doniamo loro QUEL braccialetto da indossare la notte: sentire che a noi abbiamo avuto le loro stesse paure fa sentire meno soli i piccoli ed è bello e molto rassicurante per loro ricevere un nostro oggetto magico che ci ha aiutato a superarle…è un po’ come avere la mamma o il papà sempre con sé!

Parliamo quindi al nostro bambino un linguaggio a lui comprensibile e proviamo a lasciare da parte le spiegazioni razionali che risulterebbero inutili e frustranti.

- parliamone solo se ne ha voglia. Come non bisogna minimizzare questa esperienza, così non la si deve ingigantire. Se il bambino non vuole raccontarci che cosa ha sognato, non insistiamo, soprattutto di notte; se invece vuole parlarne, ascoltiamolo e confortiamolo. Il giorno dopo, se capiamo che il nostro bambino ne ha voglia, possiamo proporgli di disegnare il suo brutto sogno e possiamo invitarlo a farlo in tanti pezzettini che poi rinchiuderemo insieme in una scatola che custodiremo noi per lui…

Ascoltare e rispettare le paure dei nostri bambini è il primo passo per aiutarli a sconfiggerle e, più i bambini sono piccoli, più la magia ci può aiutare a sconfiggere i brutti sogni…molto più della logica e della ragione.

Dott.ssa Elisabetta Rossini

Dott.ssa Elena Urso

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